Non si fermano le polemiche scatenate dal film "blasfemo" anti-Maometto che ha scatenato la rabbia dei Paesi islamici. Le manifestazioni violente contro l'occidente si sviluppano in Africa, Medio Oriente e Asia e sono arrivate oggi anche a Sidney, in Australia. Nella notte, un attentato terrorista in Afghanistan ha ucciso due militari americani nella base di Camp Bastion, la stessa in cui è in servizio il principe Harry.
lntanto il Consiglio di Sicurezza dell'Onu condanna con la «massima fermezza» gli attacchi contro le sedi consolari e il personale diplomatico degli stati membri. I quindici ribadiscono che tali «atti sono ingiustificabili a prescindere dalle loro motivazioni» e invitano tutte le autotità a proteggere le sedi e il personale diplomatico e rispettare pienamente i loro obblighi internazionali.
FERMI A PARIGI Cento persone sono state fermate a Parigi in manifestazioni ispirate al movimento antiamericano che scuote i paesi musulmani per protesta contro il film 'L'innocenza dell'islam'. La polizia ha reso noto che le persone fermate sono sospettate di aver preso parte alle dimostrazioni non autorizzate che si sono svolte oggi davanti all'ambasciata americana e davanti al ministero dell'Interno.
120 FERMI IN BELGIO Circa 120 persone sono state fermate oggi ad Anversa in Belgio, nel corso di una manifestazione di protesta contro il film sull'Islam considerato blasfemo e realizzato negli Usa. Il raduno, con diverse decine di persone, organizzato nel quartiere di Borgerhout dove è forte la presenza dei musulmani, è degenerato in scontri con le forze dell'ordine, ha precisato un portavoce della polizia. I manifestanti hanno scandito slogan ostili agli Stati Uniti e inneggianti alla gloria del profeta Maometto. La tv belga Rtbf ha mostrato le immagini di una bandiera Usa data alle fiamme. La polizia è intervenuta usando «spray al peperoncino» quando alcuni «giovani del corteo hanno cercato di raggiungere una della grandi arterie» della città, ma «non ci sono stati feriti», ha aggiunto la stessa fonte al quotidiano di lingua fiamminga Het Laatste Nieuws. A quel punto i poliziotti hanno proceduto al fermo di circa 120 persone, che sono state condotte in commissariato per alcuni controlli. In serata dovrebbero essere rilasciate. Secondo la tv Rtbf tra i fermati c'è anche un responsabile di un piccolo gruppo islamico radicale attivo in Belgio.
IDENTIFICATI 50 ASSALITORI DEL CONSOLATO USA Le autorità libiche hanno identificato 50 persone che sono coinvolte nell'attaco sferrato martedì sera contro il consolato americano a Bengasi e costato la vita all'ambasciatore Chris Stevens e ad altri tre diplomatici Usa. Lo riferisce una fonte della sicurezza libica, precisando che coloro che hanno condotto l'attacco erano parte di una folla che stava manifestando contro un film blasfemo su Maometto prodotto negli Stati Uniti. Dei 50 identificati, quattro persone sono state arrestate e vengono interrogate, hanno detto i funzionari americani. «Sappiamo che ci sono 50 persone coinvolte nell'attacco, abbiamo i loro nomi e sappiamo dove sono», ha detto Abdel-Monem Al-Hurr, portavoce della Commissione suprema della sicurezza della Libia. «Quattro persone sono state arrestate. Altri sono scappati dall'aeroporto di Bengasi, forse via Egitto, ma non è confermato. Abbiamo dato i loro nomi a tutti al confine libico», ha aggiunto.
AL QUAEDA "COLPITE ALTRE TRE AMBASCIATE" Al Qaida nella penisola araba (Aqma) ha chiesto ai musulmani di continuare le manifestazioni contro il film anti-Islam e ha chiesto di attaccare altre ambasciate Usa in Medio oriente, Africa e Occidente. Lo rende noto Site, il sito di base negli Usa che monitora le attività dei gruppi jihadisti sul web.
GUARDIA ALTA A FIRENZE Servizi specifici di vigilanza verso obiettivi sensibili Usa sono stati disposti a Firenze, a seguito della circolare inviata dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza a tutti i prefetti e questori, dopo gli incidenti avvenuti in Libia e in diversi paesi del mondo arabo. Numerosi, nel capoluogo toscano, gli obiettivi legati agli Usa. Oltre ad essere sede di un consolato americano, Firenze ospita una ventina di università (Rpt: di università) americane e decine tra sedi di industrie e banche legate agli Stati Uniti.
4 MORTI A TUNISI Secondo il sito Tunisie Numerique, che cita fonti ospedaliere, è salito a quattro il numero dei morti negli scontri di ieri davanti all'ambasciata americana a Tunisi. Tunisie Numerique cita fonti dell'ospedale Mongi Slim dove ieri sono stati portati molti dei feriti. Il sito, solitamente molto attendibile, riferisce che tre delle vittime sono decedute per ferite d'arma da fuoco. La quarta, un uomo, non è sopravvissuto ad un grave trauma cranico, pare dopo essere stato travolto da un automezzo impiegato dalle forze dell'ordine. L'uomo sarebbe deceduto durante il trasferimento all'ospedale militare della capitale, specializzato per lesioni come quelle subite dalla vittima.
INTERROGATO IL PRODUTTORE DEL FILM Nakoula Basseley Nakoula, il cristiano copto di origini egiziane che vive a 40 km da Los Angeles e dice di essere uno dei produttori del film anti-islam che da due giorni ha scatenato proteste in tutto il mondo, è stato interrogato da funzionari delle autorità federali. Lo riferisce la polizia. Nakoula Basseley Nakoula non è stato «ammanettato» e «ha lasciato la sua casa volontariamente», riferiscono fonti di polizia precisando che il produttore è stato accompagnato dal vice sceriffo presso la stazione di polizia di Cerritos, dove è residente, per incontrare i funzionari federali.
L'ATTACCO IN AFGHANISTAN Attacco talebano alla base di Camp Bastion, nella provincia di Helmand nel sud dell'Afghanistan, la postazione britannica dove da alcuni giorni è di istanza il principe Harry. Nell'attacco sono rimasti uccisi due marines americani, hanno fatto sapere fonti di Washington, dietro anonimato, mentre l'Isaf ha precisato che il principe britannico non è rimasto coinvolto nell'attentato: «era nella base ma non è mai stato in pericolo», secondo un portavoce Nato. Un nuovo attacco talebano in Afghanistan che arriva a pochi giorni dalle minacce contro Harry - pilota di elicotteri Apache che proprio oggi festeggia il suo 28/mo compleanno -, arrivato qualche giorno fa in Afghanistan per una missione di quattro mesi. Sabato scorso Harry è finito nel mirino dei talebani: «faremo di tutto per ucciderlo o catturarlo», aveva annunciato un portavoce dei ribelli, Zabiullah Mujahid.
RIVENDICAZIONE I talebani afghani hanno rivendicato oggi l'attacco armato a Camp Bastion, la base della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) nella provincia di Helmand dove si trova fra l'altro il principe Harry, giustificandola come «una vendetta dell'Emirato islamico dell'Afghanistan per gli insulti al profeta Maometto». In un comunicato, il portavoce Yusouf Ahmadi ha precisato che «decine di mujaheddin pesantemente armati ed in cerca del martirio hanno attaccato la base poco dopo la mezzanotte». «I nostri responsabili nel distretto di Gerishk - ha aggiunto il portavoce degli insorti - hanno attaccato la seconda base militare per importanza nell'Afghanistan meridionale con armi automatiche, razzi ed artiglieria». Ahmadi ha quindi indicato, fornendo un bilancio di vittime che non ha trovato riscontro nelle informazioni ufficiali, che «decine di invasori sono stati uccisi nella fase iniziale dell'attacco, mentre numerosi aerei ed elicotteri Apaches e Chinhook sono stati distrutti nella base avvolta in un denso fumo». Il bilancio ufficiale dell'Isaf ha menzionato la morte di due militari ed il danneggiamento di edifici e di un aereo sulla pista. Si deve ricordare, conclude il comunicato, che «questa operazione è una vendetta per gli insulti rivolti al beneamato Profeta dell'Islam, Hazrat Muhammad, e che esistono piani per ulteriori vendette in tutto il paese».
LE VITTIME DEGLI SCONTRI Negli attacchi alle ambasciate americane e le sedi diplomatiche tedesca e britannica in Sudan sono almeno una decina le persone morte. Proprio in Sudan sono tre i morti rimasti sul campo negli scontri con le forze di sicurezza. Tunisine altre due vittime e una trentina i feriti. Un morto al Cairo, in Egitto, dove nella notte è stato trovato anche un altro cadavere. Una vittima anche a Tripoli.
ATTACCO IN PAKISTAN Un camion di rifornimenti della Nato è stato attaccato stamattina nel distretto tribale pachistano di Khyber sulla strada verso l'Afghanistan. Lo riporta una fonte governativa locale. Una persona è stata ferita. Il veicolo è stato fermato nell'area di Jamrud da sospetti militanti a bordo di motociclette che hanno aperto il fuoco contro le persone a bordo. L'aiutante dell'autista è stato raggiunto da proiettili e portato all'ospedale. In Baluchistan, nel sud ovest del Pakistan, ieri, due camion container della Nato erano stati incendiati da un gruppo armato di assalitori.